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Recensione del libro "Antologia della malata felice" su Stories from the Underground

Alla fine poi domenica sono riuscita ad andare a Più libri Più liberi, anche se ancora piuttosto raffreddata, e anche quest’anno ho fatto spesa.

(Però se venite più vicino vi dico una cosa in un orecchio: ho ancora da leggere un paio di libri di quelli presi l’anno scorso…ma sorvoliamo!)

Volevo invece parlare del primo libro che mi ha “chiamata” tra gli stand. (Essendoci così tanti libri in Fiera, di solito mi lascio attrarre dall’istinto per sceglierli.)

Si tratta di “Antologia della malata felice” di Angela  Bonanno, con la quale ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere.

Il romanzo racconta di Mirna e Mia, madre e figlia, legate da un rapporto affettivo nel quale come un elemento a volte quasi di disturbo e spesso fonte primaria di sofferenza, gravita Pete, rispettivamente marito e padre delle due donne.

Un uomo che a volte c’è, ma spesso no, e come già Stijn di Love Life, è dedito primariamente all’avventura, alla ricerca quotidiana di altre storie con svariate donne.

In questo delicato microcosmo familiare, nel momento in cui la storia di Mirna con Pete finisce, irrompe la malattia (leucemia -i globuli bianchi avevano il sopravvento- ) e Mirna si trova trasportata in un mondo fatto di terapia, di abbandono del proprio corpo, sempre più magro e dimesso, fino alla possibile salvezza tramite trapianto di midollo. Una speranza cui aggrapparsi.

Il libro è abbastanza breve, ma molto intenso, ed è fatto di poesia pura, non ho mai letto un libro che racconta di chemio, di cancro, con un linguaggio così bello e inframmezzato qua e là da poesie.

E’ stato un acquisto che non mi ha delusa, e se ne avete voglia ve lo consiglio, soprattutto per la scrittura originale e atipica nell’accezione positiva del termine.

Spero che l’autrice mi perdonerà se riporto qui questa frase:

“Le portavano regali, cappelli davanti ai quali Mirna chiedeva: perché nessuno mi ha portato i capelli.”

Bellissimo e commovente.

Kristina G

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